Nella serata del 26 Aprile è stato firmato il primo decreto che segna l’inizio della così detta “Fase 2” e la graduale riapertura delle attività economiche a seguito del lockdown causato dal Covid-19.

Misure di protezione

Rimane l’obbligo di restare a casa per le persone con sintomi di infezione respiratoria e/o febbre superiore a 37,5°.
Inoltre, è disposto l’obbligo di indossare mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico e nei mezzi di trasporto.

Modalità di ingresso in azienda

Nel punto 2 del Protocollo si legge che «Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro»

Chi potrà ripartire il 4 Maggio?

Dal 4 maggio riapriranno le aziende manufatturiere, le costruzioni, i cantieri pubblici, l’export e il commercio all’ingrosso funzionale.

Inoltre, già a partire da lunedì 27 Aprile, le imprese tessili, la moda, la fabbricazione di auto, il vetro, l’industria estrattiva, la fabbricazione di mobili, che riprenderanno la propria attività dal 4 maggio potranno iniziare a svolgere le operazioni propedeutiche alla riapertura.

Le aziende private potranno continuare ad applicare lo smart working (anche in assenza di accordi individuali). Sia nel privato, che nel pubblico, si consiglia di promuovere l’utilizzo di periodi di congedo ordinario e ferie. Inoltre, per le attività professionali, si raccomanda di favorire il lavoro agile e, ove non sia possibile, di rispettare le distanze di un metro e l’impiego di dispositivi di protezione individuale.

Chi potrà riaprire solo dopo il 18 Maggio?

La graduale riapertura, sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza, coinvolgerà dal 18 Maggio anche musei, biblioteche, attività commerciali al dettaglio diverse da quelle già autorizzate (alimentari, igiene della persona, edicole, farmacie e parafarmacie, tabaccai, librerie, negozi di vestiti per bambini e neonati).

Dovranno attendere almeno fino al 1 Giugno, invece, parrucchieri, centri estetici, ristoranti e bar (anche se per ora resta consentita la ristorazione a domicilio e take away).

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Fonte: Il Sole 24 Ore